Vedo tutto viola

Il viola è diavolo e acqua santa, alfa e omega. È blu e non è blu. È rosso e non è rosso. È freddo e caldo, è trascendenza ed eros, è calmante e stimolante, è saggio ed è folle.

È antico e nuovo.

I Fenici producevano una tinta viola ricavata dalla bava di un genere di molluschi marini chiamato murex. La ricetta era lunga, puzzolente e laboriosa: si dovevano catturare migliaia di molluschi, schiacciarne le conchiglie, rimuovere le chiocciole, lasciarle a bagno, rimuoverne una piccola ghiandola, estrarne il succo e metterlo in tinozze da esporre alla luce solare. Solo allora la sublimazione avveniva: alla luce del sole il succo diventava bianco, poi giallo-verde, poi verde, poi violetto, poi di un rosso che si scuriva mano a mano sempre più. Il processo doveva essere interrotto nell’esatto momento in cui si era ottenuto il colore desiderato, che poteva spaziare dal porpora al violetto, ma che era comunque sempre brillante e resistente ai lavaggi. Tutto ciò rendeva la tinta assai costosa. Anche per questo venne utilizzata da imperatori, re, regine, nobili e sacerdoti, come simbolo di potere e prestigio. Nerone proibì le tinte viola e nel tardo impero si stabilì la pena di morte per chi avesse venduto abiti viola al di fuori del monopolio statale. Esistevano anche altri metodi più stregoneschi per ottenere la tinta, come la miscelazione di licheni, urina ed escrementi di pipistrello.

 

Murex
Murex brandaris , Murex trunculus e Thais Haemastoma

 

A tali elaborate e fetide alchimie pose fine il fallimento dell’esperimento del piccolo chimico William Perkin, di appena 18 anni. East End londinese, Pasqua 1856; Perkin stava cercando di ricavare del chinino, utilizzato contro la malaria, dal catrame del carbone invece che dalla costosa corteccia dell’albero sudamericano della china. A posto del chinino ne venne fuori una sostanza nerastra e appiccicaticcia che diventava viola  in soluzione con alcol. Perkin brevettò la scoperta del viola sintetico e diventò un agiato e medagliato cavaliere. Il procedimento di produzione del viola in laboratorio abbatté i costi e ne permise una produzione industriale che cambiò la moda e il costume.

Grazie alla serendipità di Perkin e poi a quella di Albert Hofmann, divenne un colore in voga nelle controculture psichedeliche degli anni sessanta e settanta. Hofmann scoprì gli effetti dell’LSD quando il venerdì pomeriggio del 16 aprile 1943, una piccolissima quantità di sostanza gli scivolò accidentalmente sulla mano durante un esperimento in laboratorio a Basilea. Le sue parole:

La paura diventa terrore. Mi alzo, ho una sola idea: voglio andare a casa. Salgo sulla bicicletta e tutto quello che vedo intorno è diverso. Ho la precisa sensazione di essere immobile. Sto pedalando sempre più veloce, lo spazio intorno a me si allarga, mi inghiotte. Non ho vie di scampo, non riesco a muovermi. I rumori intorno diventano colori, lampi di blu, strisce di rosso.
Non so come, mi ritrovo a casa, da solo. Sono seduto sulla poltrona, gli oggetti sono animati, si muovono, il mondo è completamente diverso eppure io penso: è così che deve essere.

Il viola è un colore che sembra muoversi, anche senza LSD in circolo o senza essere posto in mezzo ad illusioni ottiche. È un balzo spazio-temporale che passa d’un colpo da due estremi di lunghezze d’onda.

Deprime o esalta, a grosse dosi esaspera. Molto dipende dal sottotono: un viola-blu è  freddo e spirituale, un viola-rosso è caldo e sensuale.

Abbinandolo con il bianco o con il nero si entra in territori classici che vanno sempre benissimo. Abbinamento luminoso è quello col complementare giallo, che viene istintivo almeno dagli Impressionisti in poi.  Eletto colore dell’anno 2018 dal Pantone Color Institute, oggi lo si abbina anche con una girandola di colori disparati, che rispecchiano i confusi tempi dell’istante che stiamo vivendo. Un total-purple look poteva essere da sofisticata pop star, o da eccentrico nemico di Batman. Poteva essere surreale nel 1998, come John Turturro nei panni di Jesus Quintana ne Il grande Lebowski. Nella vetrina di Instagram il surreale è visibilità.

 

OUTFIT
Camicia: New Satin High Neck Cut Out Long Sleeve Wrap Blouse Bodysuit Shirt Leotard Top ebay.ca; pantaloni: stretch viscose skinny flare trousers Gucci, farfetch.com; scarpe: Nike Air Max 2018; pochette: Karl Lagerfeld; tinta temporanea per capelli: Ice Mauve, Crazy Color; smalto: rosa fenicottero, Kiko

 

 

OUTFIT
Camicia: New Satin High Neck Cut Out Long Sleeve Wrap Blouse Bodysuit Shirt Leotard Top ebay.ca; pantaloni: stretch viscose skinny flare trousers Gucci, farfetch.com; sandali: Gianvito Rossi; pochette: Versus; tinta temporanea per capelli: Aubergine, Crazy Color; smalto: rosa fenicottero, Kiko

 

Bibliografia

https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2015/mar/12/the-invention-of-the-colour-purple

http://www.auditorium.info/wp-content/uploads/La%20Porpora,%20dono%20di%20Atlantide.pdf

 

http://www.stampalternativa.it/wordpress/2008/05/16/viaggi-acidi-intervista-ad-albert-hofmann-1/

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/18/il-segreto-del-colore-viola-ha-150.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...