H2O

Dieci ore di sonno ininterrotto; in quanto all’essere riposata, sono riposata. Fisso il muro bianco della stanza e penso che vorrei proprio pareti rivestite di carta da parati con fiori, colibrì e farfalle equatoriali. Tappezzeria verde scuro, tocchi aquamarina. E divani fiorati, poggiapiedi verdi e tappeti, velluto, blu mezzanotte, cuscini, felci, foreste, tende e lampade cinesi. Vasi di fiori. Massimalismo vegetale ed animale. Tutto caldo, saturo e pieno; sono in preda ad un accesso di horror vacui.

Lego i capelli in due trecce laterali, calzo un vecchio paio di sneaker Adidas impermeabili, grigie e rosa, mi avvolgo in una coperta degli indigeni ecuadoriani. Cammino sotto una pioggia fina che viene da un cielo grigio, che si riversa su ogni cosa, acquietandola con un rassegnato scoglionamento.

Sono una squaw catapultata dalla canoa alla strada di cemento. Sono un’anfibia.

Nelle sembianze di squaw che ho assunto, cerco invano di disinquinare il cervello. Ma poiché è una strampalata ora di un bislacco giorno, mi sembra almeno di incrociare per la via qualche anima amica. È dura riuscire in continuo a rendersi conto e dirsi questa è l’acqua! questa è l’acqua! è difficile, quando si è immersi dentro questa era che mi ha afferrata per le mani e per i piedi. Ci sono troppo invischiata, per essere davvero libera di scegliere a cosa pensare.

Dopo le 5 il cielo è un fondale di cartone con sfumature aranciate, una scenografia da vecchio set cinematografico hollywoodiano. Ci sono chiazze di texture di terra rossa. C’è un odore terso. Mi piace come l’ultima luce del sole, la luce dei lampioni e quella dei fari delle auto si riflettono una sull’altra e si mescolano. L’horror vacui passerà e intanto m’impacchetterò di giacche e cappotti coperta, di volumi espansi e tattili sopra che visivi. Mi sento un saltimbanco ma non devo smettere mai, neppure per un giorno, di sentire la terra sotto i piedi.

Pelliccia: Naf Naf, zalando.it: pantaloni: By Malina zalando.it; giacca: By Malina zalando.it; scarpe: Adidas Stan Smith; Nahema, Guerlain; lampada: Chinese Cloisonne Table Lamp, 1stdibs.com


Bibliografia

Questa è l’acqua
di David Foster Wallace

Trascrizione del discorso di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon college, 21 maggio 2005.
Quanto scritto senza bibliografia sarebbe come H2 senza O. Ho riletto questo articolo dopo due, tre anni dalla prima lettura, poichè ci stavo ripensando durante la mia camminata anfibia squaw. Per me, leggere Foster Wallace senza andare con la mente a quello che successe il 12 settembre 2008,  è come non voler accorgersi di un elefante dentro una stanza.

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