Alle radici

Ho l’aria un po’ scalcagnata con indosso dei vecchi pantaloni di una tuta rosa fucsia, il cappello di lana da svaligiatrice di appartamenti e un piumino davvero carino, ma stinto, e prossimo al cadere in pezzi. Lui invece è piuttosto curato per una gita in un posto selvaggio; però indossa scarponi da trekking.
Il piano è che Sun (nome che si è scelto lui per il presente articolo) mi insegni qualche tecnica di respirazione e le basi della meditazione.

Ci mettiamo in macchina, direzione Pale di Foligno.
_ La gente dice, io medito, tutta bel bella. Eh no, con la meditazione devi essere pronto, disposto ad affrontare la roba spiacevole, seppellita, l’inconscio_ dice lui.
_ Il mio, d’inconscio, sarà una discarica radioattiva_ dico.
_ Dopo che ho chiuso con la tipa e me ne sono andato da casa sua, ho fatto una sessione di meditazione che mi ha reso incazzato di brutto. Ho fatto una litigata furiosa con i miei _ dice.
Più parla, più mi passa la voglia di meditare. E già partivo titubante.
_ L’idea è di riuscire a guardare i propri pensieri dall’esterno, come se ci fosse un proiettore e loro ti scorrono davanti come immagini. Conta molto respirare nel modo giusto _
_ Credo di essere più una da azione, non so se riuscirei a starmene lì ferma a guardare i miei pensieri scorrere _
_ Riuscissi a farlo! _ dice lui.
All’arrivo c’è un gruppo di gatti enormi, tento di fotografare quello che mi piace di più, un gatto grigio con degli occhi super verdi, ma lui li chiude e poi scappa via.

gatto
Ecco il meglio che sono riuscita a catturare prima che scappasse

Iniziamo l’ascesa.
_ Ti rovinerai le tue belle scarpine da corsa _ dice Sun.
_ Non sono belle e non sono da corsa, le ho prese da Decathlon per venti euro e le uso solo per camminare. Quelle sacre, da corsa, sono le Mizuno _ dico, mentre penso che un paio da tracking sarebbe stato più adatto all’occasione.
Arriviamo alla cascata, e per me è una vera sorpresa.
_ Sai che assomiglia alla cascata di Peguche, una cascata sacra agli indigeni in Ecuador _ dico.
Tutt’intorno a me è un salotto di alberi, acqua e rocce, che avvolge e abbraccia. Sembra parlare. Una Piazza di Spagna preistorica.
_ Ma che è la prima volta che vieni qui? _ dice incredulo.
_ Sì _
_ Ma non sei umbra? _
_ Sì, forse ci sono stata da talmente tanto piccola da non averne ricordo _

Guarda guarda, dico sempre che non voglio fare la turista, e mi ritrovo a fare la turista a casa mia.

_ Anche questa cascata è sacra, lo è da sempre, come il monte di Pale, ecco perché ci hanno messo una croce, si trova su un asse energetico. Dovresti andare a guardarti la Linea di San Michele _

Mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Luoghi considerati sacri, posti su alture e magari anche con corsi d’acqua. O dolmen, cromlech, menhir e templi, chiese e cattedrali allineati con le costellazioni. Luoghi e credenze sopra i quali è passata l’antica Roma e poi il Cristianesimo. Umberto Eco diceva che se è vero che tutte le storie, andando alla radice, all’osso, al nocciolo, si riducono ad un’unica stessa storia, quello che conta è come la si racconta. E sulla linea di San Michele, che unisce con una retta sette santuari dall’ Irlanda a Israele, non mi pare di vedere Pale.

Mi torna in mente un pazzo di scozzese che ha sposato un’indigena a Peguche, con rito sciamanico, durante il quale era previsto che si passasse un’erba urticante sulle gambe e sul sedere. Mi auguro per lui che ne sia valsa la pena.

Proseguiamo verso una seconda cascata, e poi una terza.
_ Può darsi che io non sia adatto a stare con una donna sola. Perché le amo tutte _ dice lui.
_ Che vorrebbe significare? _
_ Non so spiegartelo, che amo la donna, come concetto filosofico. _
Uddio no, per carità, lasciamo da parte questi discorsi astratti.
Andiamo ancora più su, in cima, verso il paese. Pale. Sento una certa fatica, seppur piacevole. Anche perchè la mattina presto ho fatto un allenamento di squat e affondi, non sapendo cosa mi aspettasse dopo. La strada non è tanta, in ogni caso.
_ All’arrivo ci facciamo una bomba (= canna) _ dice lui.
_ Ho smesso di farmi le canne da anni _
_ Ma siii… _
_ Ma proprio, davvero, sì. _
Al paese c’è un silenzio totale, non si vede un’anima in giro, ma deve esere abitato, perchè le case hanno addobbi natalizi.
L’acqua della fonte è gelida e rinuncio a berla perché sono accaldata. Ci sediamo sulla panchina davanti ad un mini market.

Pale Foligno
Il cartello sopra la panchina del market, aperto venerdì, sabato e domenica

Sun inizia a rollarsi una canna.
_ Salve! _ dice ad un uomo altissimo con capelli e barba bianchi, che sta fumando una sigaretta e sembra apparso dal nulla.
_ Lo conosci? _ dico io.
_ È il proprietario del market _
_ Vuole due…_ qui Sun dice una parola che non ho mai sentito prima, non mi sembra nessun dialetto umbro; sarà un gergo suo. Intuisco che sta chiedendo allo spilungone se vuole due tiri. Quello pare non capire.
_ È una canna, vuole fare due…_ insiste.
Il tizio è scettico, non so cosa abbia compreso.
_ Ehm, vado dentro a controllare, che ho appena acceso il camino …_ dice.
Già, che è meglio.
Intanto Sun ha iniziato una filippica sui rapporti a due.
_ Se a lei piace andare a sciare, e a me le Canarie, ok, lei va a sciare, va con il maestro di sci, e io vado con qualche oriunda della Canarie, e poi ce lo diciamo che tanto non ha significato niente, era solo sesso, e si va avanti _ dice.
_ Che cliché lei con il maestro di sci. E se invece fosse che tu vai a sciare e non combini niente con la maestra di sci, mentre lei torna dalle Canarie e ti dice che è stata con un oriundo, ma tanto non ha significato niente, tu come la prenderesti? _ dico.
_ Se vedo che non ha significato, mi andrebbe bene _ dice. Io non penso certo che che ci sia un solo modo di stare insieme. Ma lo vedo meno convinto, in questa risposta.
Davanti a noi sfreccia un gruppetto di mountin bike. Ci vuole coraggio, a correre in bici su queste strade.
_ Perché come l’ho scopata io, nessuno potrà mai farlo, avevo trovato qualcuno con cui mi prendevo così bene che mi sono dato, le ho dato me stesso, come nessuno mai più potrà fare _

La fase di megalomania può servire a ricucire le ferite, non c’è dubbio. Però è bello che parli di quello che ha dato, e lo dice con grande pathos. Vada anche a finire male, oltre a quello che si è ricevuto, resta l’aver dato. Sembra una banalità, che una piccola egoista come me ogni tanto dovrebbe ripassarsi. E poi questo desiderio di restare negli altri, di lasciare in loro un segno. Dovrebbe invece mettere in conto che fra qualche tempo lei possa non ricordarsi più nemmeno il suo volto. O magari no, magari un languoroso pomeriggio d’estate, tra dieci anni, a lei sola, o anche sposata, capiterà di appoggiare il mento sul palmo di una mano e di pensare, con gli occhi simpatici che ha nella foto che mi ha mostrato Sun, simpatici e quel pomeriggio anche languorosi, “però, come quel signorino Sun…”

Mentre scendiamo, lui continua.
_ Perché a me non va che una sia attratta da me a livello fisico _ dice.
_ A me piace piacere a livello fisico _ dico.
_ Certo, ma non solo quello intendo. Che viene con me perché è attratta fisicamente e intanto pensa che sono un idiota _
_ Questo non sarebbe carino _ dico.
C’è un enorme masso caduto dalla montagna che, mi spiega lui, non c’era l’ultima volta che è stato qui.
_ Cavolo, qui è zona sismica, e se venisse un terremoto, e noi qui in mezzo? _ dico.
_ Non mi dispiacerebbe essere alla fine di tutto. Vedere l’apocalisse. Provare ad essere inghiottito da un buco nero _
_ Non credo che faresti in tempo a renderti conto di cosa si prova a finire in un buco nero _ dico.
_ Là dentro potrebbe esserci anche una puntata dei Griffin _
_ Preferisco guardarmela sul pianeta Terra._ E ritrovare i Griffin in un buco nero la prenderei come una mezza fregatura.

Ad un certo punto lui resta indietro perché è impegnato su WhatsApp. Io continuo ad andare avanti. Può raggiungermi velocemente, date le scarpe migliori e gli squat in meno sui suoi quadricipiti.
_ Tu capisci di fotografia?_ urla da dietro.
_ Non ci capisco un cazzo _
_ Perché hai detto che ti sto sul cazzo? _ dice dispiaciuto, raggiungendomi.
_ Non ho detto che mi stai sul cazzo, ho detto che non capisco un cazzo di fotografia _
_ Guarda che foto, questa si chiama bolla, devi prendere a riferimento una linea verticale o una orizzontale e basare la foto su quella. _ Adesso è tutto orgoglioso e contento. Deve essergli successo qualcosa su WhatsApp. (Infatti sì, come verrò a sapere il giorno seguente).
_ Me lo potevi dire prima che scattassi le mie foto, della bolla _

Bolla
Ecco la sua foto, la bolla è l’albero in fondo al ruscello

Incrociamo una coppia che chiede indicazioni per la cascata. Lui si dilunga in spiegazioni, mentre io inizio a sentire freddo.
_ Ci mancava che li prendessi per mano e li accompagnassi _ dico.
_ Mi picevano le loro facce affabili, mi è venuto di dirgli il più possibile. Con quelli che ti chiedono informazioni in modo poco cortese, dico solo l’indispensabile _

Gli chiedo se passerà il Natale con i suoi, dato che mi ha raccontato che quasi si sono dati alle mani.
_ No, celebreremo il Sol Invictus, tra amici, in mezzo alla natura e ai lupi. Vuoi venire anche tu con il tuo accompagnatore tra i lupi? _
_ Ma proprio, davvero, definitivamente, no grazie. Per me Natale al caldo e cibo abbondante. _

E accetterò ogni invito, in ogni casa. Meno una. L’anno scorso, una casa poco riscaldata e male illuminata. Quando ad un certo punto hanno acceso le luci, sembravano quelle da interrogatorio poliziesco. Carta da parati ammuffita. La grottina sotto la cascata era più intima e accogliente. Non un libro presente in tutto l’appartamento: gravissimo indizio.
Mi arriva il piatto degli antipasti e lì in mezzo c’è una fetta biscottata spalmata di una tristissima salsa (al peperone, come verrò ragguagliata dal commensale accanto a me). C’erano anche tartine, salumi, e qualcos’altro di appetitoso sullo stesso piatto, ma l’ombra enorme della fetta biscottata oscurava tutto il resto della visuale. Ero lì ammutolita, raggelata, che guardavo fisso l’orrore dell’abisso tra la salsa industriale al peperone. Spalmata su una fetta biscottata.

Pacchetto salvezza per questi giorni: pigiama, lingerie comoda, candele di forme diverse messe nei punti focali della stanza.

OUTFIT
Pigiama flanella: bonprix.it; candele: ecocandleco.com (firewood, grass stain, London fog); reggiseno e mutande: myla.com; calze antiscivolo: terranovastyle.com

La meditazione ce la siamo persa per strada durante la salita. Oppure è stata quella la meditazione. Action Meditation.

Screenshot
Oppure no, non era meditazione. Questo è quanto mi ha scritto Sun il giorno dopo

4 pensieri riguardo “Alle radici

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