Qualcosa di schifoso e qualcosa di fascinoso

E pensare che ci sono persone che al mattino non bevono caffè. Il loro starter liquido consiste in tè alle erbe. Niente caffeina o teina. Alla faccia che, essendo tutti umani, siamo tutti uguali. Il mio metabolismo, i miei ritmi cicardiani, devono essere completamente diversi dai loro.

Stamane, al risveglio, mi sentivo oscura. Ho bevuto un caffè mooolto lentamente, con una felpa nera con il cappuccio tirato su in testa per abbracciare la mia oscurità.

Not A Wolf, teespring.com

Quando è tornata un po’ di luce, ho calato il cappuccio.
Ero pronta per la depilazione delle ascelle. Ho letto di qualche famosa ragazza che vuole tornare a depilarsi le ascelle, dopo aver realizzato che con i peli si suda di più, si puzza di più e che sono alquanto fastidiosi durante l’attività sportiva. Acuta.

Non sono tanto pelosa, ma per un mese, per mera pigrizia, ho lasciato che la natura matrigna facesse il proprio corso.
In massimo cinque minuti, usando il rasoio, ho terminato la rasatura. L’ascella destra è sempre più difficile (sono destrimane). Non viene mai bene come la sinistra, alla fine. Non riesco a trovare un rasoio che si curvi seguendo bene la linea dell’ascella.

Una volta tosata mi sono sentita meglio, la parte superiore delle braccia sembrava più bella, più valorizzata la definizione. Non c’è niente da fare; tutti i villosi selfie del mondo, ascellari e non ascellari, non riusciranno ad estinguere lo schifo (soprattutto estetico) che provo per i peli.

Mentre guardavo quelli tagliati venir risucchiati dall’acqua del lavandino, pensavo, e non sarà un caso, ad un passaggio di questo libro:

Bill Bryson, At Home: A Short History of Private Life

Al capitolo The Dressing Room, si racconta di come l’appassito e taccagno marchese di Queensberry, per imitare il più famoso dandy George “Beau” Brummel, avesse preso l’abitudine di fare dei bagni di latte, e di come, per questo, avesse fatto crollare le vendite del latte nel distretto di Mayfair, a Londra, agli inizi dell’ Ottocento. Si era infatti diffusa la voce che il marchese restituisse il latte per rivenderlo dopo averci immerso la pelle piena di croste e decrepita.

Direi che posso fermarmi qui con i rimandi schifosi. Qualcosa di carino ora, per riequilibrare. Jacquemus sta giocando con il grandissimo e il piccolissimo, saltando dall’uno all’altro come Alice nel paese delle meraviglie. Lo scorso anno, con la borsa Le Ciquito, 12 cm per 6 cm, era venuto parecchio incontro a chi, come me, ha una vaga idiosincrasia per le borse grandi.
Quest’anno, con la Mini Le Chiquito, si è spinto molto oltre.


Un gingillo di 5.2 cm, del quale si parla per parlare di cosa ci si potrebbe metter dentro.

Fino a qualche anno fa, il mio primo pensiero sarebbe stato un sacchettino di marijuana, ma ho perso l’interesse per certe cose. Oggi penserei più ad un micro drone spia a forma di scarabeo.

O a tutti i cervelli dei giovani (sigh!) leghisti di Crotone, insieme a quello del senatore leghista Simone Pillon. Ci avanzerebbe spazio, anche se mi passerebbe la voglia di riaprirla. Però, che contenitore delizioso gli ho trovato. Ci starebbero dentro proprio contenti.

Mai dare niente per scontato, o per acquisito per sempre. Non ci si può distrarre nemmeno per un secondo. Lezioni che si imparano presto e che si mettono in un cassetto. Invece bisogna lasciarle scritte con lettere al neon su una grossa parete.

Altra cosa carina:

Carolina Herrera Eau de Parfum Good Girl. Note di uscita: mandorla e caffè. Note di cuore: sambac al gelsomino e nardo. Note di fondo: fava tonka e cacao.


La abbino ad un pensiero perverso: sarebbe una delle armi del delitto più glamorous della storia omicidiaria dell’intera umanità. Soprattutto avrei che dire davanti alla corte: “Vostro onore, ma la guardi questa scarpa profumo, non può essere che lei la colpevole, è stata lei a suggerirmi l’uccisione! Vostro Onore, la prego, guardi anche me, sono pura come un bambino, sono una brava ragazza io!” Giù lo sguardo. Pausa. Su lo sguardo: “Vostro Onore, sono stata presa da una soverchiante tempesta emotiva e passionale.”

Pantaloni al polpaccio e camicia: Max Mara; pullover: H&M; stivali: Aldo, Jeavyan, zalando.it; borsa: Le Petit Vanity, Jacquemus; rossetto: By Terry, beautylish.com

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