L’amo

Al telefono lui le sta parlando del futuro. Lei è seduta nel modo che le è più consono sin dai banchi di scuola, allungata con la schiena perpendicolare sulla sedia, e le gambe incrociate dritte davanti a sé. Le cadono gli occhi sulla linea pazzescamente bella del paio di scarpe lasciate sotto il mobile porta PC, che è fatto di vetro trasparente. Le ha lasciate lì sotto per averle in vista e ricordarsi di portarle a riparare. Ci sono dei fili di ragnatele sottili, come fatti di cipria, che corrono nello spazio tra il tacco alto e la suola.

Al termine della telefonata, lei esce di casa. Per andare in pescheria, allunga il cammino passando lungo un viale dove ci sono delle ville in tutti gli stili, dalla fine dell’800 alla metà del ‘900. Ovunque, tapparelle e persiane sono tirate giù, sigillate. Sembrano tutte ville disabitate. Chissà che succede là dentro, se qualcosa succede. Solo una grande villa, che riesce a scorgere al di là di un cancello, alla fine di un prato, è sicuramente abitata. Ci sono delle auto parcheggiate, c’è odore di umani.

Ripensa ad una cosa che le ha detto un’amica: “Sto preparando un piano per la nostra vecchiaia. Ci chiuderemo noi amici più cari in una grande casa e vivremo insieme.”
Quando lei ha riferito a lui di questo progetto, lui ha commentato “come un Decameron.

In una villa come quella che sta guardando. Sì, sarebbe stupendo. Forse la peste non li tangerebbe.

Proseguendo per il viale vede un giardino con una palma bellissima. Le palme le acchiappano l’animo all’amo ogni volta che le vede. Danno tutto un altro tono al tutto, come una camicia divina, o una linea pazzesca di scarpe.

la faccia di lei all’uscita dalla pescheria, mentre ripassa mentalmente il prezzo del blocco intero di bottarga da grattugiare che si trova nella sua borsa. E sia, è stata presa all’amo

Per tornare, passa all’altro lato del viale, dove ci sono case grigie, brutte, lasciate all’incuria, anche se vede le luci della sera accese nelle stanze. Le tornano in mente le scarpe restate là, dimentiche, per l’ennesima volta, sotto il vetro, con le ragnatele di cipria.

Dopo, a casa, lui la richiama. “Dobbiamo inventarci qualcosa” dice. Eh sì, sai da quanto ci penso, pensa lei. “Per cena” dice lui.

OUTFIT
Giacca: universalworks.co.uk; jeans: Levi’s Rib Cage a lavaggio scuro; maglia: H&M; scarpe: Gucci; ciondolo: Maje; micro bag: Tod’s

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