Suggestioni in blu

La serata era proprio deprimente. Alla base di tutto c’era il fatto di aver dato forfait all’esame di informatica. Avevo studiato a macchia di leopardo e deciso, all’ultimo, di rimandarlo. Mi davo della vigliacchetta. Il prof era rigido e tendeva a chiedere quasi tutto il programma, come avevo constatato assistendo un’amica che lo aveva dato al mattino. Ma con più coraggio e una fortuna sfacciata, galattica, sproporzionata, avrei anche potuto superarlo e non dover passare nuovamente sopra a matematica binaria, RGB, CMYK, ecc.

C’era anche che non riuscivo a trovare un posto per fare lo stage, c’era che avrei dovuto attivarmi meglio ma che avevo bisogno di una vacanza, che era primavera ed ero imbottita di antistaminici.
C’era che tutti i miei compagni d’alloggio erano stranamente taciturni, ognuno preso dai fatti suoi. Calma piatta per loro, semi depressione per me.

Poi, quella sera, più tardi, venne a farci visita Alessandro. Sapevo di piacergli (si vede dagli occhi…). E sarebbe sbagliato dire che lui non mi piacesse proprio, fisicamente. Lo trovavo carino e lo reputavo superficialotto. Tra noi si era arrivati ad una situazione di amichevole, perenne stallo.

Ci ritrovammo a gironzolare in auto per Perugia, non riuscendo a decidere dove andare, quando, spiegandogli che mi sentivo giù d’umore e iniziando una discussione sul perché in inglese sentirsi tristi si dice feeling blue, mi venne l’idea di andare al Blue Ice. Guidai nella direzione per uscire da Perugia e dirigermi a Bastia.
“Ma sei fuori? siamo a Perugia e vuoi andare a Bastia?” disse lui
“Andiamo in un posto davvero, davvero carino.”

Piccolino, il Blue Ice, intimo, con le pareti dipinte di blu e le foto in bianco e nero dei giganti del jazz e del blues. Niente di improvvisato, niente a che fare con gli abbeveratoi sparsi per le movide delle città. E gentilezza, vera, calda gentilezza.
So che a un certo punto mi venne voglia di baciare le belle labbra di Alessandro immerse nel blu.

Il mattino dopo, stringendosi di più a me nel suo letto ad una piazza, mi disse che era stato ancora più bello di quello che s’era immaginato, anche perché ormai, con me, non se lo aspettava più. Sicuro il blu avrà avuto la sua parte.

blue-ice-
Il Blue Ice in una foto dalla pagina Facebook

Il blu rilassa. Dicesi che sia appropriato per esami, o colloqui; per tutte le situazioni in cui bisogna fare le serie. Nel dubbio, vestirsi di blu, che calma chi lo indossa e emana affidabilità in chi guarda.

C’è una connotazione soprannaturale nel blu, vasta e misteriosa come il cielo e il mare. Rilassa, calma, può portare all’atarassia.
Può sfociare nel distacco, nell’indifferenza.

Come nel caso del Dottor Manhattan, personaggio della graphic-novel Watchmen, di Alan Moore e Dave Gibbons. Supereroe semi-divino che, tra gli altri poteri, possiede quello di vedere passato, presente e futuro contemporaneamente.

dottor-manhattan
Il Dottor Manhattan. A destra con un make up blu scuro, per una intervista televisiva che contribuirà al suo esilio su Marte. A sinistra nudo, come appare la prima volta e come tornerà poi, quando si sarà liberato anche del paio di slip neri cui aveva ridotto il costume da supereroe fornitogli dal governo USA. Addio, addio lusinghe dell’apparire! e il disegnatore abbozza i genitali in taglia statua greca


Dal suo punto di vista tutto è già accaduto, accade e accadrà sempre in maniera identica e per infinite volte.
Il tempo è fisso, è solo la nostra percezione che lo fa apparire lineare. Un tempo solido dove nessuno va davvero da nessuna parte, in cui tutto è eterno e immutabile, in cui non ci sono movimento e cambiamento, tranne quelli che noi percepiamo. Il dubbio che il libero arbitrio non esista, per il Dottor Manhattan, diventa sempre più certezza.

Alessandro, che quella notte credette di essere stato al letto con me per la prima volta, in realtà stava solo ripetendo l’identica esperienza per l’infinitesima volta. Ed io non avevo veramente scelto di baciare le sue belle labbra immerse nel blu; semplicemente ripetevo per l’ennesima volta una parte già fissata, come una marionetta senza marionettista.

Dottor Manhattan si distacca progressivamente dall’umanità, fino alla totale indifferenza e apatia. Niente viene creato; l’esistente è un orologio senza orologiaio.
Alla fine cambierà idea. Gli importerà di nuovo della vita al punto tale che forse proverà a crearne nell’Universo. In un orologio senza orologiaio, ci si metterà lui a fare l’orologiaio?

OUTFIT
Camicia lino: H&M; jeans: Freddy; borsa Furla, n-brands.com; orecchini: Zara; scarpe: Vera Lòpez; Surprising Liner e Shadow, eyeliner+ombretto: Pupa Milano; bracciale: Bottega Veneta, tenutamanzo.it

https://english.stackexchange.com/questions/41804/origin-of-the-of-the-phrase-feeling-blue

/ https://english.stackexchange.com/questions/41804/origin-of-the-of-the-phrase-feeling-blue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...