Tocchi bizantini

Sabato scorso, da poco uscita dalla doccia ma con la fronte già imperlata di sudore, vengo incuriosita su You Tube da: Vivaldi – Wiosna (Club Remix), e vado ad ascoltare cosa possa essere venuto fuori a remixare Vivaldi.

Per 2.06 minuti, questa la durata del remix, Vivaldi, nel profondo della fossa comune dove fu seppellito a Vienna nel 1741, deve aver subito 2600 torture medievali, una di fila all’altra.

Io, che nel frattempo devo essere stata soggiogata da un certo spirito masochista, ho provato anche Mr. Jazzek – Alla Turca, che mi si era presentato nella lista “Prossimi video.”

Morirei dalla curiosità, esistessero i viaggi nel tempo, di vedere la reazione di Mozart trasportato all’improvviso e senza alcuna preparazione a sabato 22 giugno 2019, accanto a me, in quei minuti.

La suoneria del telefono, sigla della serie The Little Drummer Girl, ha interrotto il mio insano ascoltare. Mai quella suoneria mi è parsa più dolce.

D’altronde, durante la settimana ho coltivato un certo perverso interesse per le torture, dopo essermi documentata su quella dell’abbacinamento. Tutto è iniziato da una discussione sui mosaici bizantini di San Vitale e di Santa Apollinare a Ravenna.

Qualche giorno dopo quella discussione mi prende voglia di rispolverare su Wikipedia un po’ di storia bizantina. Vengo colpita, e dunque clicco il link che mi porta a lei, dall’Imperatrice Irene Sarantapechaina d’Atene, “prima e unica donna ad assumere anche il titolo imperiale maschile facendosi chiamare dai sudditi e citandosi in qualche documento ufficiale come basileus dei romei (“imperatore dei romani.”)

È lei, l’imperatore

Da Pantheon delle icone femministe. Ma in questo senso non pare sia stata mai rispolverata; forse perché ad un certo punto, “suo figlio Costantino VI venne portato a forza a Costantinopoli, da lei detronizzato e fatto accecare nella stessa stanza dov’era stato battezzato (15 agosto 797)”. E buon Ferragosto, core de mamma!

La tortura dell’accecamento, molto bazzicata da cartaginesi e bizantini, si chiamava abbacinamento: “il supplizio consisteva nel causare la cecità della vittima, o esponendola al sole dopo averla privata delle palpebre, oppure avvicinando un bacino rovente (una sorta di spillone) agli occhi, che venivano forzosamente tenuti aperti.”

Resto figuratamente abbacinata.

Abito: Dixie; scarpe: Dolce e Gabbana; occhiali: Steven Vintage, mazuum.com; palette ombretti: Maroccan Spice, Fenty Beauty by Rihanna; phone cover 1 per samsung galaxy: Ancient Holy book binding with gems & Byzantine Icon, redbubble.com; phone cover 2: fineartamerica.com

6 pensieri riguardo “Tocchi bizantini

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