Afa

Era stato il caldo, sicuro. Perché non è da me, dopo aver saltato la colazione, saltare anche il pranzo. Sentivo un prepotente disgusto fisico per il cibo. L’unico alimento solido che fossi riuscita a buttare giù era stato un cetriolo freddo con dell’aceto. L’aceto sì che mi andava, soprattutto da solo, soprattutto a cucchiaiate, soprattutto soprattutto, mi sarei attaccata alla bottiglietta, per la prepotente voglia che ne avevo.

Dunque, alle 7 di sera circa, ero sfinita, e mi ritrovavo la bocca amara, a causa:
A) del calo a picco di energia
B) del calore che imperterrito continuava a pompare
Il fatto di non avere la forza di emettere neppure il bisillabo ciao, aveva amplificato la mia sensazione di essere stata a contatto con una insolita sfilza di logorroici per tutto il giorno, sicuro.
Ma lei, che mi si era parata avanti davanti al supermercato alle 7 di sera circa, è davvero la mia conoscenza più logorroica, oltre ad essere una delle persone con cui ho meno a che spartire. (Scava scava qualcosa da spartire si ha con tutti, per esempio che la vita è dolore.)

Parlava, parlava, e dietro di lei parlava al telefono, con le cuffiette, anche l’africano che chiede i soldi per portare le buste della spesa e per riportare a posto i carrelli e per tener compagnia ai cani e che accetta soldi pure se glieli dai solo perché ti dice buonasera e ti sorride.

Lei mi parlava di suo figlio e diceva, con un sorriso che trovavo inquietante: “è un birbone…” (che cavolo di termine démodé). Poi si era messa a descrivermi l’ennesima malattia del figlio, che a neppure due anni compiuti ha già passato 3/4 delle malattie elencate nel manuale MSD per professionisti. Il mio accompagnatore le ha fatto una diagnosi clinica: “altamente probabile sindrome di Münchhausen per procura.” Successivamente era passata a parlare del suo ex marito, lo smidollato che le deve restituire parecchi soldi. Conosco abbastanza tale ex: confermo che è uno smidollato; + un idiota (le due cose non sempre sono congiunte).

Prima che con sovrumano sforzo fossi riuscita a liberarmi di lei, aveva parlato del padre del piccolo, suo nuovo compagno. Uno retto, con le sue stesse idee politiche per giunta, mica come lo smidollato. Non conosco il padre del piccolo, ma mi sono giunte informazioni su di lui (non richieste, sia chiaro): meglio lo smidollato+idiota.
All’uscita dal supermercato, dopo fila chilometrica, l’africano era ancora là che parlava al telefono, con le cuffiette. Con buste, carrelli e sorrisi non stava battendo un chiodo, sicuro. Bisogna cercare di essere comprensivi, all’africano mancherà la patria, mentre lei è alla fin fine, rispetto a me, una diversamente sciagurata.
So per certo di aver sentito un forte bisogno di brevità. Dato che questo non è solamente un blog di gossip, di seguito riporto il frutto del sudore delle mie ricerche.

Il romanzo più breve del mondo:

“For sale, Baby shoes, Never worn.”

(Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate.)

La leggenda narra che sia stato scritto da Hemingway, per vincere una scommessa con gli amici al bar. In verità questa storia di 6 parole circolava sin dal 1906 e quella su Hemingway è un’invenzione dell’agente letterario Peter Miller.

Variante del 2018, sullo stesso tema:

“Wedding dress for sale – worn once by mistake.”

(Vendesi vestito da sposa – indossato una volta per sbaglio.)

A me è venuta solo questa: “Nata con la camicia, morta in una camicia di forza.” Alquanto penosa, riconosco. Scrivere queste cosette brevi non sarà come scrivere ricerche del tempo perduto, ma richiede sempre un grande impegno.

Ok, rialzo il livello della situazione con il romanzo più breve dello scrittore guatemalteco Augusto Monterroso:

“Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí.”

(Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì.)

In questo romanzo è ambiguo anche il protagonista.

Infine abbasso piacevolmente la temperatura con un brivido da maestro, Stephen King alle prese con il thriller più breve della storia:

“L’ultimo uomo sulla terra è chiuso nella sua stanza. Bussano alla porta.”

Canottiera: Stripe V-Neck Tank B.P., shop.nordstrom.com; short (che altro se no): Gidget Denim Shorts Kut From The Kloth, shop.nordstrom.com; scarpe: Palmyra Ankle Tie Espadrille, Gucci; borsa: Pot de Miel Top Handle Straw Basket Bag, Clare V., shop.nordstrom.com ; fondotinta Maybelline Dream Urban Cover, protezione solare SPF 50 e protezione inquinamento

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