Celebs e polsini

Il linguaggio standard della moda è scemo e ossificato.
Moltissimi articoli che parlano di moda sono involontariamente ridicoli.

Mentre scorrevo due di questi (per mia fortuna brevi) articoli in questione, uno dei quali tra i peggiori della categoria, mi è tornata per la mente la ricetta dadaista per fare una poesia.
Ho stampato gli articoli, ho ritagliato alla bene e meglio le parole, le ho suddivise, sempre alla ben meglio, in mucchietti (nomi, verbi, aggettivi, n.c.) e ho ricomposto delle frasi pescando a caso da ciascun mucchietto. Ho incollato le frasi su un foglio. Ecco il risultato della mia fatica:


Però. Credo sia la cosa migliore che abbia mai scritto. E quanto mi sono divertita! sembravo il classico maniaco dei film nell’atto di comporre una lettera minatoria.
N.B. prima riga, “avvolgente e funny” non era stata tagliato da me, qualcuno ha deliberatamente accostato i due aggettivi.

Ma ricordavo male; il metodo dadaista era ancora più estremo. Non prevedendo la preventiva separazione in nomi e verbi e aggettivi e n.c., si affidava al caso e alla destrutturazione più assoluti.


Tristan TZARA, Per fare una poesia dadaista
Prendete un giornale.
Prendete un paio di forbici.
Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
Ritagliate l’articolo.
Tagliate ancora con cura ogni parola che forma tale articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto.
Agitate dolcemente.
Tirate fuori le parole una dopo l’altra, disponendole nell’ordine con cui le estrarrete.
Copiatele coscienziosamente.
La poesia vi rassomiglierà.
Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, s’intende, incompresa dalla gente volgare.
“Dada non significa nulla. E’ solo un suono prodotto della bocca. “
(Manifesto Dada del 1918, di Tristan Tzara)

Rinfrescato il ricordo della ricetta originale di Tristan Tzara, più casuale ma meno pasticciata della mia, ho avuto il finale per il mio capolavoro:

“ha creato” mi è scivolato dalle mani alla fine e l’ho incollato come era caduto tra le altre parole
Vado sul semplice, il Mix & Match mi sta arrivando a nausea. Pantaloni e giacca: Marithé + François Girbaud; dolcevita: Benetton; scarpe: Nly by Nelly, zalando.it; borsa: Radley Liverpool Street, wardow.com; ombretto: full matte shadow, Yves Saint Laurent, sephora.it; abbellitore labbra: Eclat Minute, sephora.it

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