Bretelle & Barzellette

All’inizio erano strisce di nastro attaccate alle asole dei pantaloni, comparse durante la Rivoluzione Francese. Fino ai primi anni del 1820, fino a lui, Il Signore delle Bretelle, il designer britannico Albert Thurston, che iniziò a produrre le prime bretelle moderne. “La moda imponeva che gli uomini indossassero pantaloni a vita alta, così a vita alta che una cintura non poteva essere in effetti utilizzata per tenerli in piedi. Le bretelle di Thurston erano attaccate tramite anelli di cuoio; l’azienda le vende ancora oggi.”
E pensare che persino loro, le innocue bretelle, forse perché nate per il compito nobilmente ingrato di reggere le brache, furono ostracizzate. Vietato portarle in pubblico senza indossarci sopra un cappotto o una giacca per nasconderle. E questo nel 1938, quando una città a Long Island, NY, provò a proibirle (senza successo) chiamandole “un’indecenza sartoriale.”

Modello da donna, evidentemente ispirate a Londra, cinghie di seta intrecciate da un originale disegno a mano di Monika Slivkova con estremità in cuoio rosso e finiture nichelate. Ogni disegno è limitato a 500 pezzi e ogni coppia è numerata individualmente; albertthurston.com

Ahhh svengo, svengo dalla delizia per queste qui sopra. Mie corde, abbracciatemi, imbracatemi, sospendetemi e sfangatemi voi da questi mesi duri, forgiati nell’acciaio, e non parlo del clima, che se continuiamo così cresceranno i bananeti a Bolzano. Stessi come si sta nei primi mesi di un innamoramento, gli stessi mesi d’acciaio sarebbero ambrosia. Inspirare ossigeno, espirare ossitocina. Sì, sì, s’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo. In mancanza, sciapate e bretelle.

Originariamente si univano sulla schiena formando una H (H-back, come le bretelle dei pompieri statunitensi), successivamente una X, (X-back), che a sua volta si è trasformata in una Y (Y-back). Ahhh H, X, Y, svengo, svengo come una signorina fine ‘800. Una signorina upper-middle-class. Presto, presto, i sali inglesi!

“Un articolo della rivista People del 1986 raccomandava che gli “adolescenti alla moda” lasciassero le bretelle appese alla vita, sostenendo che le bretelle a penzoloni fossero molto sensuali.” Lo credo bene. Dicono: sono rilassata, ma posso essere dura e finanche rissosa, sono pronta all’uso ma quando voglio io, bello mio. Sono sprezzatura della sprezzatura, quindi SPREZZATURA.

Tutto questo, in fondo in fondo, per scacciare il magone che m’ha lasciato qualche libro bellissimo e dolorosissimo il cui amaro mi stava tornando in gola poche sere fa, quando il telefono ha squillato.
_ Dove sei?_
_ Sto mangiando un panino in autogrill_
_ C’ho un nuvolone nero dentro l’anima stasera…_
_ Uhuuu, ancora. “Può un topolino saltare più in alto di una casa?”_
_ ?_
_Sì. Le case non saltano!_
_ …oh Cristo! ma dove le prendi?_
_Libro Calendario 365 Giorni di Risate. Barzellette per bambini dagli 8 agli 88 anni. Era tra i regali di mamma_
_ Leggimene un’altra_
_ “Hai indossato ogni giorno un paio di calze pulite questa settimana? Sì, papà, ma adesso non riesco più ad infilare le scarpe.”_
Chiudo la conversazione che sono un pizzico meno triste di prima. Domani bretelle.

Pantaloni e scarpe: Rick Owens; camicia: H&M; bretelle: albertthurston.com; blader oversize: Zara; cappello: Àcheval Pampa, luisaiaroma.com

http://content.time.com/time/nation/article/0,8599,2037331,00.html

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