Day Off

C’è un prato grande, nel quartiere dove (mi) sono (stata) imprigionata, che circonda una casa a tre piani, uno scarno blocco di colore giallo pallidissimo, chiazzato del grigio dell’intonaco che fa capolino da sotto la vernice sbiadita. Il costruttore è stato assai avaro di finestre. Accanto a questo cassettone squallido c’è qualcosa di ancora peggio. Una casetta-baracca dal terribilissimo e orribilissimo tettuccio in Eternit.

Casa, baracca, prato con qualche ulivo, un pesco, un ciliegio, due nespoli, due pini giganteschi, due cipressi, sono stati acquistati da una famiglia un paio di anni fa, dopo la morte dell’ex proprietaria, una vecchia la cui storia meriterebbe di essere raccontata, ma che nel mezzo della Situazione rischierebbe di essere fuori tema e fuori luogo. È una storia pre-Situazione e buona per il post-Situazione.

Si era pensato che la prima cosa che la famiglia avesse fatto, appena insediatasi, fosse stata quella di ristrutturare o almeno riverniciare il cassettone e eliminare sveltissimamente la baracca. Ma no. Tutto è rimasto come è stato trovato. Ogni cura è stata riversata sugli alberi, sull’orticello e sul prato. Che pure dopo essere stato ben rasato, la scorsa domenica, e essere diventato ancora più invitante, continua a rimanere meno frequentato di una piazza.
I rapporti tra i membri della famiglia non mi sono ancora del tutto chiari. C’è una coppia sui settanta, marito e moglie direi, che presuppongo viva al piano terra. Questi due vestono perennemente come rifugiati siriani appena arrivati in un centro d’accoglienza dopo mesi di peregrinazioni e tribolazioni. Lei, l’avrò vista fuori dalla squallida costruzione massimo tre volte durante la pre-Situazione. Dopo, mai più.

Ci sono poi un ragazzo sulla ventina e una ragazza sulla trentina che vivono, questo è sicuro, nel piano di mezzo. Potrebbero essere fratello e sorella e figli dei primi. Oppure potrebbero essere fidanzati, dato che mi è parso di scorgere un letto matrimoniale, una delle rare volte in cui la finestra della camera era aperta. In questo caso potrebbe essere che solo uno dei due sia figlio dei primi. Il terzo piano è sempre rimasto sigillato e sembra inutilizzato.
È la situazione più normale, rispetto a altre più deliranti, che sto approfondendo per distrarmi dalla Situazione.

Ed ecco che un bel giorno (si fa per dire, è che c’era il sole) la ragazza esce in jeans, parka verde e un paio di décolleté tacco 5, bianco come la mascherina e i guanti. Brava! bell’insieme, ho pensato. La prossima uscita settimanale per la spesa mi scollo di dosso i pantaloni baggy della tuta grigia, e basta anche con la mascherata sciarpa-fin-al-naso-occhiali-scuri-da-sole-berretto-Beanie alla comandante Alfa.

Compro mascherine e guanti. Mando la foto a Nora e Fabiana. Nora scoppia a ridere e mi manda la hit mondiale del video di De Luca che parla delle mascherine di Bugs Bunny: le mie sono proprio quelle.

Passo a una composizione messa insieme dalla parafarmacista: mascherina lavabile in tessuto artistico, altra scatola di guanti dall’aspetto più professionale, gel igienizzante mani.
Non andrò più in missione spesa travestita da coniglietta. I conigli mi erano già venuti in mente guardando le persone dietro le finestre, tappate in casa. In tutto il pianeta. Sembriamo conigli nelle tane. Sembriamo conigli, ma non lo siamo.

Mettiamola così. Stiamo seduti lungo la riva del fiume aspettando di vedere, prima o poi, passare il cadavere del nostro nemico. Meglio? Suvvia, meglio dei conigli.

Ed infine, c’è un giorno in particolare, di questa settimana che sta per essere inghiottita nel passato, che voglio qui ricordare.
Mercoledì, 1 aprile 2020. Le Dr Martens compivano 60 anni (riuscire a diventare un classico e al contempo sembrare più nuove del nuovo è da poche); la Von Der Leyen chiedeva scusa all’Italia (non sembrava un pesce d’aprile); io piangevo affettando una cipolla sul ripiano di legno (le prime lacrime scese erano per il propantial-S-ossido, quelle venute dopo no).

Parka, jeans, felpa e T-Shirt: Carhartt; scarpe: Sergio Rossi (RIP)

Grazie Oskee ❤️

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...