Viva

1 Gli shorts. Quelli con la cinta di stoffa annodata alla vita, a sacchetto, però, non li capisco. Una cinta insulsa, una spezza linea. Forse sta lì a creare poesia, ma io non ce ne vedo. Viva quelli stile boxer, con il più prosaico elastico in vita. Vedi quelli di Madonna in Cercasi Susan disperatamente, 1985. Mandati all’asta da Christie, a Londra, il 12 giugno di questo sventurato anno. In cotone bianco, con stampa geometrica verde, senza marca e senza etichetta, stima 600 – 800 sterline. Quelli che Susan-Madonna, entrata in casa di Roberta-Rosanna Arquette, appropriatasi con sfacciato savoir-faire di spazi e oggetti, abbina a calze di pizzo bianco con autoreggente, canottiera bianca da vogatore e camicia a righine del marito di Roberta. Alla grande.

2 Le gonne lunghe. “Questa è da zingara” ha detto Lilly. “Eh. In Romania le chiamamo così, noi. ” Ho conosciuto Lilly un paio di settimane fa. Le avevo appena detto che mi piaceva moltissimo la gonna che indossava. “Vieni, vieni di sopra, ti mostro” parla lenta, lenta, con il contrabbasso del suo accento rumeno. Fa pause lunghe. Gesti flemmatici. Non gesticola, non spreca una mossa. Ho dovuto mettermi al passo con la sua calma. In confronto sembravo una schizzata.
Mi ha mostrato altre gonne lunghe, da zingara, pardon, e vestiti, e ogni tanto sospirava, “questo non lo metto più, ho la pancia.” “Questa nemmeno, mi fa le tette troppo grosse, non voglio più.” Ad un certo punto è spuntato fuori un completo gonna zingara con blusa tipo casacca, bianchi, tradizionali rumeni, quasi un costume. 😍.
“Non esco mai, me piace stare in casa, tu damme da stirare e da cucinare e io scialo.” Il lockdown le fu lieve quale piuma.
Su una cosa almeno siamo d’accordo: “non me piace pulire.”
Abita in una casa con molte stanze e fotografie incorniciate di affetti lontani, assieme al secondo marito, una gatta e una(un) papera(o) di nome Chicca.
Che era femmina, ma da quando ha smesso di fare le uova, ha preso i colori del maschio e la punta della coda le si è arricciata verso l’alto.”Hahaha” ha riso Lilly. Una risata rilassata e arrochita. “Abbiamo papera trans” (#pride🌈!)

3 Le ali. Ovunque.

Ancient Greek Sandals, mod. Ikaria

4 Il rosa. Ovunque. Un tubino rosa, un bikini rosa, i capelli rosa…

Chromat, Pentagram Suit – Rose Velvet

5 Gli occhiali a specchio. (Fino all’anno scorso li avrei frantumati sotto i piedi.)

6 Accordarsi, come uno strumento, all’infinito del presente. Vivere nell’eternità del presente.

7 La collezione Gucci Autunno Inverno 2020. Non ricordo quale giornalista annotò come la collezione fosse un po’ troppo costume. Che idiozia; per me è lì il bello.

8 Chi dona. È passata Fabiana, un sabato a metà mattinata. Non ho potuto vederla perché mi trovavo ancora sull’Isola che non c’è, tra alberi lussureggianti, fate, pirati, sirene, fenicotteri rosa e ragazzi perduti.
Quando le voci chiare, scintillanti, dei miei compagni di gioco si sono fatte via via più enigmatiche, remote, fino al silenzio, la luce del sole che riusciva a passare tra i buchi della tapparella è penetrata tra le fessure dei miei occhi cisposi. Luce atrocemente reale, nella stanza afosa. D’istinto, come chi, sul punto di affogare, afferra una mano che gli viene tesa, ho afferrato il telefono accanto al letto. E ho letto:


Anche il completo rumeno bianco è finito in mano mia. “Eh. Però lo devi stirare questo” ha detto Lilly. 🤦‍♀️.

9 Chi riceve in dono.

Camicetta: Ganni; shorts: OVS; stivali: Hunter, zalando.it; occhiali: Ray-Ban, aviator oro rosa specchio, amazon.it; mini borsa: Motivi

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