Tò Te m

L’italoamericano Jake Angeli, travestito da marmotta gigante, guida un’orda di rivoltosi ricoperti da pelli d’animali e costumi stellati, travestiti da anatre patriottiche, aquile calve, cavalieri erranti, Capitan America e Abramo Lincoln, all’assalto di Capitol Hill. Nel frattempo un misterioso virus molto imparentato con quelli ospitati dai pipistrelli cinesi, scorrazza silente in giro per il Pianeta. Chi ne viene in contatto può risultare asintomatico, paucisintomatico o parecchio sintomatico. Alcuni ne muoiono, vecchi e “comorbosi”, principalmente. Ma non solo. Non sempre. Poveri, ma non solo. E poi povertà solitamente si associa a ignoranza e gli ignoranti hanno poca dimestichezza coi numeri. Non si sa se contano e che contano.
Alcuni credono che il virus, scaltramente mutato o mutatamente scaltro, arriverà a passare attraverso le mascherine, da dietro le quali, in effetti, la puzza delle scorregge non ha mai smesso di sentirsi. Altri credono che non ci sia alcun virus e che l’intera faccenda sia una psicosi collettiva coi fiocchi.
Jake e la sua orda ne sanno più di tutti su tutto. Il mondo è controllato da una rete di esecrabili pedofili che è persino riuscita a inoculare un virus che non esiste nel loro capo supremo, quello sopra a Jake, quello che oltre lui c’è solo Dio.
E Dio che è giusto, ha guarito il capo in un batter di ciglia. Il capo, con virile e sprezzante gesto si è liberato della ormai futile, ridicola mascherina. Si dice che avesse anche voluto strapparsi giacca e camicia per mostrare la maglia di Superman. Vorrei sapere chi è l’imbecille che lo ha sconsigliato dal farlo.
Tutto quello che sta accadendo potrebbe essere il parto della mente di uno scrittore strafatto di LSD, che sta battendo a macchina il suo romanzaccio in un imprecisato anno degli anni 70.
O l’avverarsi in 5G (neppure un genio prevede del tutto la meravigliosa mostruosità della realtà futura) delle previsioni di Marshall McLuhan, incompreso deriso invidiato da freddi e pizzosissimi intellettuali che quando hanno avuto il coraggio di fare previsioni, non ne hanno azzeccata una.
Nel frattempo io, che potrei esistere solo nel sogno lisergico di un vecchio fumettista devastato dall’abuso di acidi, e che si è or ora appisolato, cedo alla visione delle serie più pizzose (le migliori, pochissime, fatte fuori da tempo), cedo ai leggins, alle tute, alle felpe, preferibilmente col cappuccio, alle sneakers. Mi adatto. Parassita. Particolarmente pigra.
La maschera ce l’ho, i tamburi per il TAM TAM pure, per corna e bastone si provvederà.
Caldamente barbarica e tribale.

Felpa: The Shining, Pull&Bear; leggings neri lucidi: Pull&Bear; cappotto lungo con pelliccia sintetica: Pull&Bear; sneakers: StanSmith Adidas; rossetto: Kiko New Green Me Matte Lipstick 105 Classic Red; smalto: Kiko New Power Pro Nail Lacquer 22 Rosso

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