Primavera repressa

1 La pietosa mano del tabaccaio

Il tabaccaio deve aver notato al volo il mio sguardo concentrato e inorridito dalla repulsiva immagine sul pacchetto delle Benson & Hedges morbide rosse che avevo richiesto. Si trattava di una grossa escrescenza grumosa, di un giallo putrido, con striature rosacee, abbarbicata sulla linguaccia che usciva da una bocca spalancata. Sveltissimo ha afferrato il pacchetto che mi aveva messo davanti, dicendo “ah no eh, questo no”, e me lo ha cambiato con un altro. Stavolta si trattava dell’immagine di un uomo giovane, steso dentro un sacco mortuario, con gli occhi chiusi, blu livido. Un cadavere sul quale una pietosa mano in guanto di lattice stendeva un lembo del sacco. Tali immagini le guardo con occhi nuovi, dopo l’ultimo anno e mezzo. Ma la tecnica di comunicazione è vecchia. Fear arousing appeal. Vecchia e discussa. Nelle campagne sociali contro la guida in stato di ebbrezza, si mostravano cadaveri spappolati e giovani mutilati e storpiati. Tanto orrore spiattellato davanti agli occhi, conseguenza eventuale di certi comportamenti, può provocare dissonanza e terrore insopportabili, tanto da far rimuovere in blocco il messaggio dalla mente.

Accendino a forma di pesce, Jean Schlumberger per Tiffany and co. 1955. AVVERTENZA: il design raffinato e pur anco giocoso può rendere pericolosamente allettante il terribile vizio del fumo


2 Forever Marylin-La caduta degli dei

Uscita dal tabacchi, iniziava a sgocciolare. Che primavera repressa. Mi sarebbe piaciuto ripararmi dalla pioggia sotto la statua gigante di Marylin Monroe, “Forever Marylin”.

“Forever Marylin”


Sembra che abbiano provato a far fuori anche questa. “Incoraggia l’upskirting ” 🤣, “sessista”, “diseducativa”, “offensiva”. Favorevoli alla sua rimozione il direttore del Palm Springs Art Museum, davanti al quale la statua è collocata, e i 40 mila che hanno sottoscritto la petizione ‘Stop the misogynist #MeTooMarilyn statue in Palm Springs’. Che palle e che palle.
Qual bel riparo sarebbe stato, lì, tra le cosce della dea e i sandali Salvatore Ferragamo, con la gonna plissè soleil a farmi da ombrello. Mi sono dovuta accontentare della tettoia del supermercato tra il tran tran dei carrelli e la fila al termoscanner per la febbre.

Ah quei sandali a quei piedi 🤍🤍

3 Halston

In serata mi sono data alla serie basata sulla vita dello stilista Halston. Episodio uno. Durante una sfilata, sento una canzone italiana cantata da una donna. Chi è costei? sarà mica Iva Zanicchi? vado a cercarla. Sorpresa. È l’inglese Dusty Springfiel, che cantò la canzone in questione, “Tu Che Ne Sai”, al Festival di San Remo del 1965. Poi scopro di averla già sentita, questa cantante. “Son of a Preacher Man” in Pulp Fiction.

Tu che ne sai 🎶
Delle volte che ho pianto per te 🎶

Ci può stare che quando interpreta parole come queste, stia pensando ad una donna, dato che ho scoperto anche che Dusty Springfiel era omosessuale. Si trovò costretta a vivere in modo doloroso e a lungo taciuto la propria natura, in anni in cui l’omosessualità era considerata una malattia mentale, da curare persino con l’elettrochoc. 💪🏳️‍🌈
E ho scoperto che quando suonò in Sud Africa, durante l’Apartheid, si rifiutò di suonare solo per i bianchi. Dopo 5 giorni, le furono concesse 48 ore per lasciare il paese. 📣✊🏿🟤

Riporto uno scambio di battute, sempre dall’episodio uno. La presentazione di una collezione di abiti non è andata bene, Halston e i suoi collaboratori, “una banda di checche e svitati e ragazze non ancora cresciute”, (parole sue), sono pieni di debiti , non possono pagare l’affitto e tra poco gli verrà staccata la luce.

Collaboratore: “Se parliamo di soldi potresti forse spendere un po’ meno per le orchidee.”
Halston: “Ti è sfuggito il senso di ciò che ho detto. Le orchidee fanno parte del mio metodo. Non puoi mettere in bilancio l’ispirazione.”

Mini abito: MVP Wardrobe; sandali: Gucci; borsa: Galeotti; bracciale croci: Bandelli Line; bracciale pelle, Swarovski: Evelin Gioielli; foulard viso: Fiore, Supreme; eyeliner: Le Liner Signature, L’Oréal Paris

Bibliografia e approfondimenti:

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/05/24/usa-statua-marilyn-con-gonna-alzata-davanti-museo-polemica_ac493fc4-11a9-49cd-a922-0f2b23304eaf.html

https://m.dagospia.com/com-era-essere-lesbiche-negli-anni-sessanta-lo-svela-il-libro-sulla-vita-di-dusty-springfield-122973

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