Tranquillo non troppo

Birkenstock. Ciabatte: slippers, flip flops, infradito, Yeezy Slides etc., con calzettoni, calzetti, calzini bianchi o colorati o a motivi vari, di spugna o di cotone etc.

“Quando ero piccolo io, se li poteva (per)mettere:
A) un fornaro, ma doveva esse bravo come fornaro
B) un autotrasportatore bulgaro
altrimenti venivi guardato malissimo e potevi pure rischiare le botte.”

Emanuele

Nel dopo cena di un’estate torrida, un anziano passeggiava con la moglie in parco Sempione. I suoi piedi calzavano un sandalo simil francescano in cuoio marrone, abbinato a calzetto bianco alto fino al polpaccio secco lasciato scoperto da un pantaloncino corto. Il compare che mi stava vicino, a tale visione, mimò il gesto della catenella tirata per lo scarico del cesso, accompagnandolo con un onomatopeico svoooshhhh!
Poi ti svegli un mattino, e la porcheria d’accoppiata te la ritrovi sdoganata. Noi, e intendo io, Emanuele e quel compare, ma anche io e basta come plurale maiestatico, si resta sulla stessa linea di giudizio riguardo al ciabatta&calzetto; in ogni sua schifa variante.

Sandali slider, piatti, o mules col tacco, a punta quadrata, proprio quadrata, talvolta con fibbia metallica, o specie di grosso fiocco/fiore in pelle, a decorazione.

Quelli piatti li indosserei giusto per andare a fare la prima pipì prima del caffè. Poi via, riposti sotto al letto per il mattino successivo. Immagine che mi evocano gli altri: filoni di pane in cassetta secco e duro.

Questi belli:

Dal sito di Ferragamo: “questo sandalo svela una sensualità irriverente, con le sue linee sinuose, con lo scollo alto, con il tacco scultoreo ispirato all’iconica F-wedge. Stabile e confortevole, è realizzata in nappa di agnello nelle tonalità cool dell’estate, con punta leggermente squadrata (ecco) e impuntura a vista che percorre la fascia sulle dita. Tacco da 8,5 cm che offre slancio alla caviglia e comfort all day long.”

La mia camicetta nuova.

Pensare che non vedevo l’ora di sfoggiare la mia camicetta a stampe pop, dai colori accesi, vivaci. L’ho fatta debuttare sabato scorso. Verso le 8 di sera si era fatto fresco da doverci mettere sopra la giacca nera del mio Accompagnatore, così che la camicia spuntava appena dal bavero rialzato. Addio sfoggio. Stavo comunque provando la sensazione che i disegni delle bocche, dei rossetti, delle stelle, dei cuori alati, o dei cuori trafitti , delle rose, delle fragole e dei calici che brindano, delle scritte da fumetto DRAMA Queen, COOL!, POP!, OOPS, BOOM!, LOVE, I❤️U, e Trust NO one all’interno di un cuore rosso, tutti sparsi sulla camicia, fossero un intenzione dichiarata fuori tempo minimo.

Sento di dovermi tenere sul distensivo, di dirigermi verso il classico, con qualche guizzo qua e là e qualche tocco disturbante, specialmente per quanto riguarda il reparto trucco. Tranquillo ma non troppo.
E ora che ci ripenso, non mi andava neanche tanto di fare quell’aperitivo lì, in quel bar, con quella musica anni 80. Avrei più volentieri preferito stare distesa su un prato, ad ascoltare Dan Kinzelman che suona Autumn Leaves al sax, dal vivo.

Settore trucco, Dame Vivienne Westwood. Copiamo da una regina. (E qui il calzettone ci sta. Lo diciamo nella lingua della Regina, it’s a whole other story.)

College top: Mango, zalando.it; shorts jeans: Levi’s 501® MID THIGH SHORT, zalando.it; sandalo: Salvatore Ferragamo; borsa: The Cambridge Satchel Company; bracciali: Too Late; kajal: InkArtist Shiseido, Gunjo Blue. Kajal, ombretto e matita per sopracciglia in un unico prodotto 💙

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