Erba volat

Lui è uscito oscenamente presto. Fuori era ancora buio. Si è sostituito con il gatto: l’ha fatto entrare in camera e l’ha messo sopra al letto vicino a me. Più tardi, nel dormiveglia, prima di risprofondare nel sonno, l’ho intravisto dormire accanto ai miei piedi. Bellissima creatura. Enorme. Mi ha risvegliata con i suoi miagolii di richiesta di attenzione. Mi mordicchiava un orecchio con delicatezza, si strusciava sinuoso scorrendomi come seta lungo la schiena con tutto il corpo e poi con tutta la coda, provocandomi brividi di piacere. Frrrrrr. Poi mi passava sopra e andava dall’altro lato. Veniva col muso perfetto, perfetto, davanti al mio viso a pretendere carezze. È adulto ormai. È più accorto e lusinghiero.

Non è bastato a far sparire completamente la tristezza che mi era penetrata nelle ossa come una pioggia su un terreno arido. Volevo dormire e dormire e dormire , e non affrontare il giorno.

Accidenti a me. La sera prima avevo bevuto birra a stomaco vuoto e avevo fatto un tiro di canna d’erba. Mi era preso il desiderio, dopo secoli e in special modo dopo gli ultimi 18 mesi, di distorcere il modo in cui abitualmente vedo la realtà ma l’unica cosa a distorcersi è stato il mio stomaco. Non stavo vedendo l’ora di fare una chiacchierata con un tipo che fa il trapezista, e nutrire la fascinazione che ho da sempre per il circo, quando il tavolo ha iniziato a girare e la nausea a salirmi fin su la gola tanto da farmi andar via. Seduta sul ciglio di un marciapiede mi sentivo stordita e priva di forze. Mi sono fatta portare a casa, dove sono giunta ancora sconquassata. Girogirotondo. Pivella poco accorta. E che sbaglio scoperchiare la bara di una antica passione. Quella tra me e l’erba.

Quel dommage buttar via la serata a ‘sto modo. Quello che resta è il sudicio del marciapiede sul culo di un paio di Wrangler vintage, stretti stretti, con una una leggera zampa alla fine. Usato non in buonissimo stato, ora che li guardo bene. Cari miei, il trapezista scordatevelo pure, sarà volato via sul suo trapezio non si sa dove, non si sa chi lo riacchiappa. Tra noi è agli inizi, siamo partiti male, ma vedrete, vi farò vivere di meglio, se (mi) reggerete.

Mi sono alzata e prima di tirare su la veneziana e fondermi col nuovo giorno ho infilato al polso i tre braccialetti lasciati sul comodino. Clarity, Love, Courage.

Chiarezza. Colori: carta da zucchero, giallo senape.

Blazer maschile oversize e pantaloni full length maschili: Zara; camicetta: H&M; scarpe: Buffalo Vegan Chai, zalando.it; borsa: Amira Bags, thedressingscreen.com; occhiali oversize: Bronx, dollaroshop.biz; collana: DearPrudenceBerlin, etsy.com

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